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La rubrica è ispirata dal libro per bambini scritto dall’autore francese Antoine de Saint-Exupéry Il Piccolo Principe, noto anche come Le petit Prince. Un libro che dovrebbero leggere anche gli adulti e rileggerlo ogni tanto. Emanuela sceglie un linguaggio informale e diretto per veicolare temi differenti, esperienze e conoscenze, servendosi di uno stile coerente, a volte ironico per stabilire un contenuto che si basa su consigli, riflessioni, opinioni, idee, storie che spesso utilizzano la metafora della fantasia per concedere spunti di riflessione al lettore.

EMA A TESTA IN SU’

by Emanuela

Mi affaccio e vedo. Il punto di vista cambia ogni volta che giro lo sguardo. 

Prospettiva di osservazione. L’altitudine. Ho sempre sofferto di vertigini fin da bambina quando mia zia mi portava al Luna Park per fare il classico giro sulla Ruota Panoramica. Bisognerebbe avere qualcuno accanto per ‘fare certi giri’, qualcuno con cui condividere questa pazzesca avventura che si chiama vita! 

Stringendosi le mani e abbracciandosi andrebbe tutto meglio… pensavo. 

Banale e Patetico? Direi di SI. Poi sono cresciuta e quei pensieri che si hanno da adolescenti, non che ci abbandonino completamente, ma diventano pensieri consapevoli: quindi affrontare la quotidianità, la realtà con tutte le responsabilità ti toglie quel tempo magico per sognare, allora i sogni diminuiscono, diventano confusi anche durante il sonno, inquieti, perché il tempo trascorre più velocemente, le giornate passano veloci tra il continuo fare, fare, andare, lavorare: AGIRE.

Si ha meno tempo per la spensieratezza quindi per la creatività. Il senso del dovere diventa come l’altitudine. Quando sei in alto e guardi in basso sai che potrai scendere, quando sei in basso e alzi lo sguardo ti interroghi su come potrai raggiungere quella vetta;  in quel momento è il desiderio che ti spinge verso l’alto. La volontà. La scelta. 

Cosa voglio ottenere, dove voglio arrivare se poi ho le vertigini che creano questo orribile conflitto interiore che mi tiene ancorata nella mia comfort zone

L’altro. Confido nei rapporti, nell’amore, nell’amicizia, nel lavoro: trovare qualcuno di cui fidarsi per salire insieme, per cooperare, costruire, appoggiandosi, sostenendosi sbagliando, ma insieme. Questa potrebbe essere la soluzione per volare?

Non è facile. La paura mi frena. Paura di essere delusa, abbandonata, di perdermi, fallire per l’ennesima volta… 

Torno giù. Sono nella mia terrazza condominiale. Chiudo gli occhi e sento il peso di questa quarantena, il desiderio di buttarmi a testa in giù da questo piano altissimo e improvvisamente avere grandi ali d’argento, volare su Roma deserta nella quale l’aria pulita che respiro mi rende più forte e gli uccelli che incontro mi sfiorano cinguettando felici mentre io rispondo canticchiando “Nel blu dipinto di Blu felice di stare Quassu’….”

Non atterro perché le vertigini non le ho più, mi sento cosi’ libera e viva come non mai, volo roteando su me stessa a pancia in su’, piroetto fino ad arrivare sopra le nuvole, che prima osservavo e sembrano giganti, ora ci sono dentro Volo Dentro Le Nuvole…. Incredibile mi sento invincibile… devo scendere ma non voglio! 

Scesa. Ben tornata nella realtà! Ora so’ che ogni volta potrò salire. Non ho più paura.

Questa resa che ci ha assalito PANDEMIA chiamata Covid-19 mi ha resa invincibile. 

Sono un Supereroe. Mi specchio: la mia TESTA E’ IN SU’

Il tiepido calore di questo sole di inizio maggio che mi scalda il volto leggermente truccato mentre le braccia e le gambe scoperte iniziano a colorarsi di quel dorato che immediatamente mi fa pensare all’estate, al mare, ai piedi nella sabbia, alle ciliegie, ad un aperitivo al tramonto, alle onde, alle piccole cose… quelle banali, che mancano.

Roma 1•Maggio•2020 Emanuela Panatta